martedì 6 luglio 2010

Manovra, tra tagli, passi avanti e refusi...

Martedì 6 Luglio, ore 17:30 Senato della Repubblica, Roma

La discussione sulla manovra scivola, scivola inesorabilmente, per la terza volta.

Il governo tentenna vistosamente e rimanda il momento della verità, testimonianza di una forte confusione interna, di una chiusura al dialogo: il Presidente del Consiglio ha rifiutato ancora di incontrare i rappresentanti delle autonomie locali.

La Costituzione ricorda che "La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato." ma il governo non se ne cura, non da voce a coloro che stanno sul territorio e ne conoscono i reali problemi.

Al contrario, su di essi scarica gli effetti di questi tagli, senza distinzione.

Per fortuna oggi si è assistito ad un passo indietro per il quale ci eravamo mobilitati in tanti al fianco dei disabili e delle loro famiglie: torna ai livelli precedenti la percentuale l'erogazione dell'assegno di invalidità.

Resta comunque vergognoso che a queste categorie sociali vadano solamente 10 milioni di euro, ben poca cosa rispetto, ad esempio ai 20 milioni richiesti dal ministero della difesa per il progetto "mininaia", il militare tri-settimanale che non può far altro che far discutere...

Una buona manovra è quella che lascia un futuro migliore per il paese, in questa invece c'è solo una gran confusione, un fiorire di dichiarazioni contrastanti che continueranno fino all'ultimo, fino a quando, settimana prossima, in aula ci sarà la discussione e il voto.

Auspico, per il governo, una ritrovata lucidità e sensibilità per il nostro paese. La manovra era indubbiamente necessaria, ma i modi con cui questa riforma è stata fatta è discutibile.

Si colpiscono i lavoratori a stipendio fisso, ammesso che esistano ancora in quantità consistente e gli invalidi che percepiscono, con la pensione civile, l'esorbitante cifra di... 240 euro... mensili....!!!!!!

Non so cos'altro potrà accadere in questi giorni, il tempo... e il Senato... ce lo diranno.

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