martedì 25 ottobre 2011

Sanità Piemontese: ancora dubbi!

In Piemonte la sanità peggiora di giorno in giorno e le prospettive per il futuro sono quanto mai cupe.

I cittadini e gli operatori mi contattano con sempre maggior frequenza per confermarmi le loro preoccupazioni e le notizie che giungono dalla Regione e dal Governo danno loro ragione.

Nel quadro di riorganizzazione della Sanità hanno fatto capolino alcune "novità" che investono i Primariati che, a quanto pare, dovranno essere ridotti.

Dopo il blocco del turnover, ora tocca ai primariati, sono "troppi e con eccessiva facilità sono stati assegnati in passato" come ha più volte ribadito il Presidente Cota.

Cosa ribattere? Si verifichino bene le circostanze, chi ha nominato questi Primari facili? Non sarebbe quindi necessario controllare proprio i Direttori Generali e i Politici di Turno (di destra e sinistra) che hanno portato a questo?

Le prospettive che infatti oggi ci troviamo davanti sono preoccupanti: il nuovo "parametro" per le strutture complesse è 19 posti letto. Al di sotto di quel numero si chiede all'Azienda Sanitaria di rivedere la propria pianta organica prevedendo accorpamenti. Se verrà confermato questo "limite" si apriranno scenari di stravolgimento di numerosi reparti, specialmente nelle piccole realtà....penso a Borgomanero.

Un accorpamento che lascia subito percepire le limitazioni sul piano del servizio: sono moltissimi i reparti che sarebbero investiti... anche in realtà come il CTO e come le Molinette.

Il concetto di riduzione delle strutture complesse non è, in se, qualcosa di sbagliato: ho più volte ribadito la necessità di ridurre - ove si perpetrano - gli sprechi. Ma una decisione meramente numerica che non considera le peculiarità delle Specialità o i bisogni dei territori... non è accettabile.

Una situazione di gravissima incertezza dunque quella che si vive negli ambienti della Sanità Piemontese, aggravata anche dall'ancora "nebbiosa" abolizione dei consorzi che non è seguita ad una ridefinizione e riassegnazione delle loro funzioni .

Concludendo dunque, la situazione è davvero problematica e la Regione manca di concretezza e coerenza ciò che farebbe davvero "bene" alla Sanità Piemontese.

Forze dell'Ordine Gravissime Carenze: il ministro ci spieghi cosa intende fare

Biondelli - Al ministro dell'Interno

Premesso che:

i tagli introdotti dalle manovre che si sono susseguite negli ultimi mesi non hanno risparmiato il comparto della pubblica sicurezza andando a ridurre ulteriormente gli stanziamenti a favore di coloro che garantiscono l'incolumità dei cittadini;

più volte sono state portate all'attenzione di questo governo situazioni di gravi criticità negli organici delle forze dell'ordine, delle guardie forestali e dei vigili del fuoco;

in questi giorni le cronache dei giornali riportano da più parti i malumori e le proteste dei lavoratori di questi comparti costretti a provvedere con collette o sopperire grazie a donazioni alle carenze nella dotazione di materiale di cancelleria o, fatto ancor più grave, di carburanti per le auto di servizio;

a queste gravi mancanze si assommano i fortissimi ritardi con cui vengono retribuiti gli straordinari imposti a coloro che sono in servizio per colmare le carenze di organico;

Si chiede di sapere:

quali misure urgenti il Signor Ministro intenda intraprendere per colmare queste gravi carenze restituendo alle forze dell'ordine i mezzi per lo svolgimento delle loro funzioni;

quali misure altrettanto urgenti intenda intraprendere per ridurre sensibilmente i ritardi nel pagamento degli straordinari e rinforzare l'organico laddove questo mostri carenze.

Per Marco

Mi permetto esprimere anche io, dalla mia bacheca, un pensiero per Marco "Sic" Simoncelli.

Da appassionata quale sono, esprimo tutto il mio sgomento per quanto successo a questo giovane campione, di soli 24 anni, dalle doti indiscutibili.

Da madre, mi stringo alla sua famiglia in questo momento di estremo dolore.



venerdì 21 ottobre 2011

Il mio intervento a favore dei Vigili del Fuoco

Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 628 del 19/10/2011


BIONDELLI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BIONDELLI (PD). Signora Presidente, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco già da molti anni ha una carenza di organico di circa 4.000 unità. Ogni anno i precari dei Vigili del fuoco sopperiscono alle carenze d'organico del personale con 67.000 contratti di venti giorni. Ogni anno il Governo spende per questi contratti 131 milioni di euro, che potrebbero garantire un lavoro stabile a circa 4.000 lavoratori precari.

I precari dei Vigili del fuoco chiedono al Governo che proceda alla trasformazione a tempo indeterminato di migliaia di contratti a termine utilizzando le risorse previste e stanziate in questi anni. Il Governo avrebbe la possibilità di creare 4.000 posti di lavoro stabile a costo zero. Questi lavoratori hanno presentato adesso una richiesta, stanno raccogliendo le firme - ne ho qui un plico di oltre 1.000 - e continueranno a raccoglierle in tutta Italia, Roma, a Bologna, a Brescia, in tutte le Regioni.

Chiedo al ministro Maroni che si faccia realmente carico della problematica di questi lavoratori precari dei Vigili del fuoco.

giovedì 20 ottobre 2011

Biondelli E Rampi: Nessuna Certezza Per Il Futuro Dell’Ospedale Di Galliate

L'apprensione con cui la cittadinanza Galliatese sta vivendo la vicenda del futuro dell'Ospedale Cittadino pone in evidenza quanto questo tema sia centrale e delicato.

Se ne è discusso ieri sera in un Consiglio Comunale aperto richiesto dal centrosinistra galliatese, in cui ha partecipato il Commissario dell’Azienda Ospedaliera Maggiore di Novara ed il Direttore del distretto sociosanitario galliatese dell’ASL.

La senatrice Franca Biondelli e l’onorevole Elisabetta Rampi, ieri impegnate a Roma nei lavori parlamentari ma sempre vicine al territorio novarese, intervengono sulla vicenda: “Le risposte tecniche che ieri sera sono pubblicamente pervenute dal Commissario dell’Ospedale non possono tranquillizzarci, riferendosi soltanto alla gestione passata ed al breve periodo dell’Ospedale; al contrario, a confondere ancor di più la già delicata situazione, vi sono piani regionali controversi e farraginosi, non condivisi e non attenti ai bisogni dei cittadini. L’assenza del Governatore Piemontese (e nativo galliatese) Roberto Cota nonché dell’Assessore alla Sanità, fa pensare alla mancanza di strategie politiche a mediolungo termine o peggio ancora alla non volontà di confrontarsi con i cittadini, rimanendo chiusi nei palazzi, e dire chiaramente quali scelte strategiche si faranno sulla sanità”.

“Già questa mattina ho ricevuto numerose segnalazioni” – continua la democratica Biondelli - “sia da parte di cittadini che di operatori, che denunciano con forza l’assenza di risposte politiche pervenute e le criticità che deriverebbero dallo smantellamento di alcuni reparti o, peggio ancora, da un progressivo svuotamento della struttura ospedaliera preludio di una chiusura. Sono cosciente che una razionalizzazione delle strutture, volta a contenere gli sprechi e a fornire un servizio migliore specifico è la strada per il futuro, ma non ciò non deve coincidere con una contrazione dei servizi di eccellenza, come quelli erogati Galliate: già diversi anni fa, in maniera coerente a quanto affermo oggi, avevo sostenuto con forza il ruolo fondamentale di questo presidio e mi ero opposta fermamente a eventuali ridimensionamenti”.

La conclusione di Elisabetta Rampi è rivolta direttamente a chi si trova nelle stanze dei bottoni: “Auspico ora un intervento forte dalla Regione Piemonte e dal Ministero della Salute, cui è già stata presentata un’interrogazione, che schiarisca le nubi sul San Rocco di Galliate: si dica chiaramente che la salute dei cittadini è una priorità nell’agenda politica, si dica chiaramente quale specialità verranno programmate e quanto si investirà nei prossimi anni”.