Incontro confronto con Renzi e il Governo. Dopo un anno di
impegno nei confronti del sociale, ricordo il fondo delle non autosufficienze a
400 mln, un incremento che in precedenza non è stato fatto, la prospettiva di
un 2015 in
cui la priorità resta la tutela delle fasce più deboli. Un impegno per tutto il
Governo e un lavoro costante per non perdere di vista l'obiettivo del rilancio.
lunedì 22 dicembre 2014
sabato 20 dicembre 2014
LA PACE PARTE DAL DIALOGO
lunedì 15 dicembre 2014
“Dopo di noi” da Catania l’appello a non abbandonare le famiglie
Fin da quando sono stata eletta la prima volta al Senato nel 2008 ho voluto improntare il mio agire di parlamentare all'analisi e alla trattazione di tematiche legate alla disabilità ed in generale alle persone con fragilità. Nell’ambito del così definito “Dopo di noi” diretto al sostegno delle persone con disabilità in assenza dei genitori o di coloro che le hanno assistite, è giacente in Senato una specifica proposta di legge, a prima firma Barani, presentata il 25 marzo 2013 ed assegnata alla competente Commissione ma della quale non è ancora iniziato l'esame. Alla Camera, l'11 luglio 2013, con la collega Argentin, abbiamo presentato una proposta di legge su questo tema; a questo primo sasso nello stagno se ne sono aggiunte altre 4, a prima firma degli Onorevoli Grassi, Miotto, Binetti e Vargiu: questo a dimostrazione di come sia un tema che incontra la sensibilità del legislatore. L'iter di queste proposte mi sta particolarmente a cuore, tanto è vero che, in qualità di rappresentante del Governo, ho voluto seguire personalmente tutte le sedute che la Commissione ha dedicato alla loro trattazione. Per le persone affette da disabilità il sostegno della rete familiare rappresenta da sempre la più efficace e completa delle soluzioni non solo per i loro bisogni assistenziali ma anche per i loro processi di integrazione sociale. Soprattutto in un momento di profonda crisi economica come quello attuale le famiglie costituiscono un importantissimo ammortizzatore sociale, che spesso si trova a doversi sostituire alle carenze dello Stato. Inoltre, le associazioni familiari sono state indubbiamente negli ultimi decenni, con gli operatori e le organizzazioni del terzo settore, un elemento di stimolo per le istituzioni. Tuttavia, quello che manca ad oggi è un quadro complessivo di norme che prevedano agevolazioni e misure che permettano alle famiglie di affrontare il problema è alle istituzioni locali di definire, programmare e attuare percorsi individualizzati che garantiscano tutela assistenziale, qualità della vita e integrazione nel territorio. Sulla base di queste considerazioni è stato elaborato il progetto di legge oggi in discussione che si pone l'obiettivo di garantire le condizioni affinché in un insieme di risorse pubbliche, familiari e solidarietà che si possano sviluppare nuove reti assistenziali, alloggiative e di tutela che vedano protagoniste, in particolare, le onlus e le formazioni del terzo settore, che insieme ai comuni si pongono l'obiettivo di fare in modo che il disabile possa essere assistito nella propria abitazione o possa essere progressivamente inserito in comunità familiari o case - famiglia, creando percorsi che rasserena no la vecchiaia delle famiglie coinvolte direttamente nel fenomeno della disabilità. Ringrazio di cuore tutta la comunità catanese che hanno voluto dedicare dibattito e confronto sul "Dopo di noi" tematiche su cui l’attenzione non deve venire mai meno.
mercoledì 10 dicembre 2014
Oggi giornata internazionale dei diritti dell'uomo
Ho partecipato alle celebrazioni per la giornata
internazionale dei diritti dell’uomo presso la sede nazione delle Acli. I
diritti umani che oggi celebriamo sono resi concretamente solo se resi in diritti
sociali. Il concetto di integrazione di inclusione sociale che è centrale nella
lotta alle discriminazioni deve essere inteso soprattutto come processo in
grado di favorire il rispetto della dignità e dell’integrità della persona e
quindi come rispetto per i diritti umani.
Il governo dell’immigrazione nei piccoli comuni. Il mio intervento all’università degli studi Roma Tre
Immigrati e inclusione sociale è
la storia di un percorso caratterizzato da restrizioni, ostacoli e barriere. All’interno
della società italiana, già da qualche anno ma soprattutto negli ultimi periodi
si è assistito ad una recrudescenza di sentimenti xenofobi nei confronti degli
stranieri, nonostante gli appelli provenienti da più parti all’accoglienza nel
rispetto dei diritti umani costituzionalmente sanciti e riconosciuti a livello
europeo e nel rispetto della sicurezza e delle leggi dello Stato italiano. Tutto questo in un Paese, l’Italia, dove l’immigrazione sempre
di più si costituisce come fenomeno strutturale. Inserimento, integrazione,
inclusione sono tre termini che disegnano un intero percorso:
l’inserimento vissuto come primo
passo dell’accoglienza all’interno delle singole comunità deve, poi,
necessariamente evolvere verso il perseguimento di una vera integrazione, cioè
non solo una “presenza” all’interno di una comunità ma una “presenza attiva”,
con l’obiettivo finale di una loro inclusione, cioè di un interscambio positivo
e di reciproco riconoscimento di valori culturali di cui ciascuno è portatore. Certamente,
possono cambiare gli strumenti e le strategie di perseguimento dell’obiettivo
finale, in quanto va tenuto conto dei vari contesti di luogo in cui esso è
chiamato a realizzarsi. Quindi, è quanto
mai utile e interessante il lavoro che è stato fatto, e si sta facendo, con
riferimento alle realtà dei piccoli comuni, laddove si pensi che circa la metà
degli stranieri in Italia risiede stabilmente in un comune sotto i 20mila
abitanti. Così come mi preme sottolineare l’importanza e la necessità prevista
nella terza fase del progetto di “promuovere lo scambio di buone pratiche” tra
gli attori strategici dei piccoli comuni coinvolti. Tutto questo è molto
importante perché credo che i processi di integrazione e, ancor più, di
inclusione siano difficilmente realizzabili in modo spontaneo ma devono vedere
in prima fila le istituzioni pubbliche affinché stimolino i cittadini a
lasciarsi coinvolgere in progetti che li rendano protagonisti per costruire una
comunità coesa all’interno della quale liberi individui siano disposti a darsi
reciproco sostegno per raggiungere obiettivi comuni. Oggi, non intendo
limitarmi al “grazie” per il lavoro fin qui svolto ma anche e soprattutto vuole
essere un augurio per il proseguimento del cammino iniziato, affinchè il Paese
dei mille campanili possa avere tante campane che insieme, in modo armonico,
possano far sentire il senso dell’appartenenza ad un’unica Nazione.
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