BIONDELLI - Al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione -
Premesso che:
nell'ultimo rapporto di Transparency, l'Organizzazione internazionale contro la corruzione, l'Italia retrocede al 55° posto nella graduatoria mondiale sulla percezione della corruzione, ultima tra tutti i Paesi dell'Europa occidentale;
da settembre ad oggi la cronaca politica locale ha registrato gravi e numerosi episodi (o fondati sospetti) di corruzione all'interno nell'amministrazione pubblica;
il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ha soppresso l'Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella Pubblica Amministrazione; subito dopo, è stato creato, nell'ambito del Dipartimento della funzione pubblica, il Servizio anticorruzione e trasparenza (S.A.eT.);
il Presidente del Consiglio dei ministri, nella conferenza stampa in cui annunciava, insieme al ministro Renato Brunetta, la nascita del S.A.eT. dichiarava: "La corruzione nella Pubblica amministrazione ha radici antiche e ha assunto forma endemica, noi vogliamo assolutamente estirparla". E ancora: "Il Servizio anticorruzione porterà un risparmio di 5 milioni di euro e nessun costo aggiuntivo";
il S.A.eT. in circa sei mesi di vita non ha svolto altra attività all'infuori della partecipazione a convegni all'estero (Strasburgo, Vienna, Parigi), laddove in un lasso di tempo analogo il Commissario anticorruzione ha raggiunto significativi risultati, tra i quali si ricordano: l'indagine sullo stato della sanità in Calabria; l'indagine che ha messo in evidenza le gravi carenze e disorganizzazioni dell'ospedale Umberto I di Roma; l'indagine relativa alla ASL di Napoli 5, che ha fatto emergere profili di possibile infiltrazione della criminalità organizzata nelle strutture rientranti dell'azienda sanitaria; la sigla di numerosi protocolli d'intesa con gli enti pubblici, dal Ministero per le riforme a quello delle infrastrutture, dalla Corte dei conti all'Agenzia delle entrate, protocolli che hanno generato fruttuose collaborazioni; l'attivazione di un numero verde che, consentendo ai cittadini la denuncia degli illeciti dietro garanzia di anonimato, è divenuto significativo punto di riferimento per l'intera comunità su questo delicato terreno;
il S.A.eT. conta appena 20 dipendenti e una sola autovettura, mezzi insufficienti a intraprendere un'efficace azione di contrasto della corruzione;
la corruzione è pratica altamente nociva per lo sviluppo di un Paese, sotto tutti i profili (economico, sociale, politico, culturale) e che mina la democrazia alle sue fondamenta;
si chiede di sapere cosa intenda fare il Governo di fronte alle gravi e indubbie carenze del S.A.eT, di certo non imputabili al personale in servizio che, in larga parte, è lo stesso che ha efficientemente supportato l'attività dell'Alto Commissario e come giustifica il fatto che non solo non si sono risparmiati 5 milioni di euro, come assicurato dal Presidente del Consiglio, ma ad oggi si sono esclusivamente spesi i soldi dei contribuenti senza arrivare a nessun risultato concreto.
giovedì 5 febbraio 2009
mercoledì 4 febbraio 2009
interrogazione sulla crisi dell'industri automobilistica
BIONDELLI, BONINO, CECCANTI, DELLA SETA, LEDDI, MARCENARO, MARINO Mauro Maria, NEGRI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
la grave crisi economica e finanziaria si sta manifestando in tutta la sua gravità e le prospettive per il nostro paese sono state precisate dalla Commissione europea, prevedendo un tasso di crescita negativo dell'ordine del 2 per cento nel prossimo anno, ovvero una recessione che interesserà tanto la grande industria quanto il sistema delle piccole e medie imprese;
i Governi dei principali paesi industrializzati hanno adottato impegnativi programmi di sostegno dell'economia e, in particolare, del sistema industriale;
nell'ambito dei suddetti piani, paesi europei come la Germania, Francia, la Spagna, la Svezia, e in ambito extra Unione europea, gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, il Canada hanno già adottato o hanno allo studio misure specifiche per il sostegno del comparto automobilistico, e per il finanziamento di tali piani vengono stanziate ingenti risorse finanziarie;
in un mercato sempre più integrato a livello mondiale, il giusto richiamo all'esigenza di non incorrere in misure distorsive, scaturenti da iniziative isolate e non coordinate, almeno a livello europeo, sollecita l'adozione anche in Italia di interventi finalizzati a facilitare e favorire un profondo processo di innovazione in senso ambientale del comparto automobilistico;
la rilevanza del comparto automobilistico, sia in termini di occupazione diretta e indiretta, sia per fatturato e per la funzione di traino per la ricerca e l'innovazione in molti settori produttivi, merita attenzione e impegno politico, tanto nelle politiche nazionali quanto in sede europea;
i dati del mese di dicembre evidenziano che, a fine anno 2008, 45.000 lavoratori sono in cassa integrazione in Piemonte. L'industria automobilistica, come nel resto del mondo, sta pagando un prezzo particolarmente alto: ai 5.400 operai della Fiat Mirafiori in cassa integrazione tra dicembre 2008 e gennaio 2009 si aggiungono 2.000 impiegati che la inizieranno a febbraio. L'intero gruppo Fiat ha previsto in queste settimane, considerando tutte le sedi italiane, la messa in cassa integrazione di circa 50.000 lavoratori. Il calo drastico delle vendite (meno 23 per cento secondo i dati di novembre 2008) e della produzione (meno 46 per cento rispetto allo stesso mese del 2007) è in linea con quanto sta avvenendo negli altri Paesi, evidenziando, all'interno della più generale crisi, un problema specifico che riguarda il settore automobilistico a livello mondiale. L'industria dell'auto è la vittima principale della crisi economica, per il peso che ha nella formazione del PIL (in Italia il settore automotive contribuisce al PIL per circa il 14 per cento) e nella composizione dell'occupazione di molti Paesi (in Italia i dipendenti del settore sono circa un milione di addetti;
la mancata adozione di misure governative risulta particolarmente grave per Torino e per il Piemonte, cuore dell'industria automobilistica italiana, non soltanto per la presenza della Fiat, ma per il peso rivestito da un indotto di piccola e media impresa del settore, che è il suo fulcro produttivo. Il ridimensionamento del comparto dell'automobile avrebbe dunque effetti drammatici, con conseguenze immediate di disoccupazione e crisi sociale, impoverimento del tessuto di piccole e medie imprese, cui si aggiungerebbero rischi di prospettiva per l'intero sistema industriale italiano;
l'apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze delle imprese del settore automobilistico e motociclistico rappresenta una necessaria, seppur tardiva, presa d'atto della difficoltà che registra il comparto, ma dovrà essere una sede in cui coinvolgere tutti gli attori, a cominciare dalle organizzazioni sindacali;
la complessità della crisi richiede una strategia complessiva che metta in campo un ventaglio di misure che favorisca un profondo rinnovamento del settore, dei comportamenti dei consumatori e dell'azione delle pubbliche amministrazioni, nazionali e locali;
in particolare, sembra necessario assicurare interventi che prevedano: la proroga e il potenziamento dei bonus ecologici per la rottamazione di vecchie auto con acquisto di vetture almeno euro 4; l'individuazione di forme di garanzia per la concessione di crediti al consumo automobilistico; l'introduzione di un organico sistema di incentivi alla ricerca ed allo sviluppo tecnologico del settore, che favorisca l'innovazione dei prodotti in chiave di compatibilità ecologica ed ambientale; la destinazione di risorse adeguate per assicurare il rinnovo completo del parco-auto degli enti pubblici entro due anni e degli autobus per il trasporto pubblico locale, sostituendo i mezzi con vetture ecologiche;
allo stesso tempo, è necessario mettere in campo specifiche misure congiunturali di sostegno dell'occupazione per gli addetti del settore, tra cui le più urgenti appaiono: a) la possibilità di aumentare le settimane di Cassa integrazione guadagni ordinaria; b) la tempestività dell'assegnazione di risorse, alle Regioni ed in particolar modo al Piemonte, per la gestione dellaCassa integrazione guadagni straordinaria in deroga. Al 31 dicembre 2008 le risorse sono state esaurite e, se non se ne assegnano di nuove, c'è il rischio che, nell'incertezza del diritto, le aziende procedano al licenziamento; c) il superamento o una nuova definizione dei tetti della Cassa integrazione guadagni per impedire che operai e impiegati, costretti a lunghi periodi di cassa, si avvicinino o superino la soglia di povertà; d) mobilità e disoccupazione in deroga per supportare chi ha già perso il lavoro o non si vedrà rinnovato il contratto. I dati riportano un aumento dei lavoratori licenziati e iscritti in liste di mobilità senza indennizzo (+18 per cento) e un numero consistente di precari che non hanno i requisiti per la disoccupazione; e) procedure semplificate per l'adozione di contratti di solidarietà al fine di assicurare il mantenimento delle competenze della forza lavoro;
la trattativa in atto tra Governo, Regioni ed Unione europea volta all'impiego delle risorse del Fondo sociale europeo a copertura dei costi della Cassa integrazione in deroga, ben lungi dall'avere un effetto positivo, causerà in Piemonte la crisi occupazionale di un settore come quello della formazione professionale, che occupa 3.000 dipendenti e 9.000 collaboratori e che è strategico per gestire l'attuale fase di crisi e favorire l'inserimento o il reinserimento dei giovani e degli adulti disoccupati nel mercato del lavoro,
si chiede di sapere:
come il Governo valuti la situazione che si è venuta a determinare per il comparto industriale automobilistico e più in generale della mobilità, anche alla luce della mancata proroga delle misure di sostegno, già adottate negli scorsi anni, che sta mettendo a repentaglio decine di migliaia di posti di lavoro;
quali iniziative intenda assumere al fine di arrivare a definire una strategia per garantire la tenuta del settore automobilistico nazionale ed europeo, favorendone altresì la difesa dei livelli occupazionali nonché l'evoluzione in senso compatibile con l'ambiente, quale occasione di sviluppo e investimento.
(2-00058)
la grave crisi economica e finanziaria si sta manifestando in tutta la sua gravità e le prospettive per il nostro paese sono state precisate dalla Commissione europea, prevedendo un tasso di crescita negativo dell'ordine del 2 per cento nel prossimo anno, ovvero una recessione che interesserà tanto la grande industria quanto il sistema delle piccole e medie imprese;
i Governi dei principali paesi industrializzati hanno adottato impegnativi programmi di sostegno dell'economia e, in particolare, del sistema industriale;
nell'ambito dei suddetti piani, paesi europei come la Germania, Francia, la Spagna, la Svezia, e in ambito extra Unione europea, gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, il Canada hanno già adottato o hanno allo studio misure specifiche per il sostegno del comparto automobilistico, e per il finanziamento di tali piani vengono stanziate ingenti risorse finanziarie;
in un mercato sempre più integrato a livello mondiale, il giusto richiamo all'esigenza di non incorrere in misure distorsive, scaturenti da iniziative isolate e non coordinate, almeno a livello europeo, sollecita l'adozione anche in Italia di interventi finalizzati a facilitare e favorire un profondo processo di innovazione in senso ambientale del comparto automobilistico;
la rilevanza del comparto automobilistico, sia in termini di occupazione diretta e indiretta, sia per fatturato e per la funzione di traino per la ricerca e l'innovazione in molti settori produttivi, merita attenzione e impegno politico, tanto nelle politiche nazionali quanto in sede europea;
i dati del mese di dicembre evidenziano che, a fine anno 2008, 45.000 lavoratori sono in cassa integrazione in Piemonte. L'industria automobilistica, come nel resto del mondo, sta pagando un prezzo particolarmente alto: ai 5.400 operai della Fiat Mirafiori in cassa integrazione tra dicembre 2008 e gennaio 2009 si aggiungono 2.000 impiegati che la inizieranno a febbraio. L'intero gruppo Fiat ha previsto in queste settimane, considerando tutte le sedi italiane, la messa in cassa integrazione di circa 50.000 lavoratori. Il calo drastico delle vendite (meno 23 per cento secondo i dati di novembre 2008) e della produzione (meno 46 per cento rispetto allo stesso mese del 2007) è in linea con quanto sta avvenendo negli altri Paesi, evidenziando, all'interno della più generale crisi, un problema specifico che riguarda il settore automobilistico a livello mondiale. L'industria dell'auto è la vittima principale della crisi economica, per il peso che ha nella formazione del PIL (in Italia il settore automotive contribuisce al PIL per circa il 14 per cento) e nella composizione dell'occupazione di molti Paesi (in Italia i dipendenti del settore sono circa un milione di addetti;
la mancata adozione di misure governative risulta particolarmente grave per Torino e per il Piemonte, cuore dell'industria automobilistica italiana, non soltanto per la presenza della Fiat, ma per il peso rivestito da un indotto di piccola e media impresa del settore, che è il suo fulcro produttivo. Il ridimensionamento del comparto dell'automobile avrebbe dunque effetti drammatici, con conseguenze immediate di disoccupazione e crisi sociale, impoverimento del tessuto di piccole e medie imprese, cui si aggiungerebbero rischi di prospettiva per l'intero sistema industriale italiano;
l'apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze delle imprese del settore automobilistico e motociclistico rappresenta una necessaria, seppur tardiva, presa d'atto della difficoltà che registra il comparto, ma dovrà essere una sede in cui coinvolgere tutti gli attori, a cominciare dalle organizzazioni sindacali;
la complessità della crisi richiede una strategia complessiva che metta in campo un ventaglio di misure che favorisca un profondo rinnovamento del settore, dei comportamenti dei consumatori e dell'azione delle pubbliche amministrazioni, nazionali e locali;
in particolare, sembra necessario assicurare interventi che prevedano: la proroga e il potenziamento dei bonus ecologici per la rottamazione di vecchie auto con acquisto di vetture almeno euro 4; l'individuazione di forme di garanzia per la concessione di crediti al consumo automobilistico; l'introduzione di un organico sistema di incentivi alla ricerca ed allo sviluppo tecnologico del settore, che favorisca l'innovazione dei prodotti in chiave di compatibilità ecologica ed ambientale; la destinazione di risorse adeguate per assicurare il rinnovo completo del parco-auto degli enti pubblici entro due anni e degli autobus per il trasporto pubblico locale, sostituendo i mezzi con vetture ecologiche;
allo stesso tempo, è necessario mettere in campo specifiche misure congiunturali di sostegno dell'occupazione per gli addetti del settore, tra cui le più urgenti appaiono: a) la possibilità di aumentare le settimane di Cassa integrazione guadagni ordinaria; b) la tempestività dell'assegnazione di risorse, alle Regioni ed in particolar modo al Piemonte, per la gestione dellaCassa integrazione guadagni straordinaria in deroga. Al 31 dicembre 2008 le risorse sono state esaurite e, se non se ne assegnano di nuove, c'è il rischio che, nell'incertezza del diritto, le aziende procedano al licenziamento; c) il superamento o una nuova definizione dei tetti della Cassa integrazione guadagni per impedire che operai e impiegati, costretti a lunghi periodi di cassa, si avvicinino o superino la soglia di povertà; d) mobilità e disoccupazione in deroga per supportare chi ha già perso il lavoro o non si vedrà rinnovato il contratto. I dati riportano un aumento dei lavoratori licenziati e iscritti in liste di mobilità senza indennizzo (+18 per cento) e un numero consistente di precari che non hanno i requisiti per la disoccupazione; e) procedure semplificate per l'adozione di contratti di solidarietà al fine di assicurare il mantenimento delle competenze della forza lavoro;
la trattativa in atto tra Governo, Regioni ed Unione europea volta all'impiego delle risorse del Fondo sociale europeo a copertura dei costi della Cassa integrazione in deroga, ben lungi dall'avere un effetto positivo, causerà in Piemonte la crisi occupazionale di un settore come quello della formazione professionale, che occupa 3.000 dipendenti e 9.000 collaboratori e che è strategico per gestire l'attuale fase di crisi e favorire l'inserimento o il reinserimento dei giovani e degli adulti disoccupati nel mercato del lavoro,
si chiede di sapere:
come il Governo valuti la situazione che si è venuta a determinare per il comparto industriale automobilistico e più in generale della mobilità, anche alla luce della mancata proroga delle misure di sostegno, già adottate negli scorsi anni, che sta mettendo a repentaglio decine di migliaia di posti di lavoro;
quali iniziative intenda assumere al fine di arrivare a definire una strategia per garantire la tenuta del settore automobilistico nazionale ed europeo, favorendone altresì la difesa dei livelli occupazionali nonché l'evoluzione in senso compatibile con l'ambiente, quale occasione di sviluppo e investimento.
(2-00058)
mercoledì 28 gennaio 2009
intervento in aula sulle misure a sostegno delle famiglie
26 gennaio - Discussione del disegno di legge:
(1315) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)
BIONDELLI (PD). Il Governo sta colpevolmente sottovalutando la crisi in atto e il provvedimento in esame appare insufficiente a fronteggiare la recessione, specie se confrontato con le misure adottate dagli altri Paesi europei, che hanno stanziato ingenti risorse a sostegno di settori strategici, e finanche con le iniziative assunte dalle Regioni, che riservano più del 60 per cento del loro bilancio al mondo delle imprese. Le principali lacune del decreto-legge sono ravvisabili nella mancata soluzione del problema dei ritardi di pagamento nei confronti delle aziende da parte della pubblica amministrazione e nella destinazione di risorse straordinarie a favore di famiglie, lavoratori e pensionati seguendo l'ordine cronologico di presentazione delle domande e sulla base di criteri restrittivi e contradditori. Analogamente censurabili sono le disposizioni contenute negli articoli 18 e 19, le quali intervengono in modo insufficiente e inadeguato sugli ammortizzatori sociali e sui fondi stanziati per finanziare gli strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione dal lavoro o di disoccupazione. (Applausi dal Gruppo PD).
(1315) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)
BIONDELLI (PD). Il Governo sta colpevolmente sottovalutando la crisi in atto e il provvedimento in esame appare insufficiente a fronteggiare la recessione, specie se confrontato con le misure adottate dagli altri Paesi europei, che hanno stanziato ingenti risorse a sostegno di settori strategici, e finanche con le iniziative assunte dalle Regioni, che riservano più del 60 per cento del loro bilancio al mondo delle imprese. Le principali lacune del decreto-legge sono ravvisabili nella mancata soluzione del problema dei ritardi di pagamento nei confronti delle aziende da parte della pubblica amministrazione e nella destinazione di risorse straordinarie a favore di famiglie, lavoratori e pensionati seguendo l'ordine cronologico di presentazione delle domande e sulla base di criteri restrittivi e contradditori. Analogamente censurabili sono le disposizioni contenute negli articoli 18 e 19, le quali intervengono in modo insufficiente e inadeguato sugli ammortizzatori sociali e sui fondi stanziati per finanziare gli strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione dal lavoro o di disoccupazione. (Applausi dal Gruppo PD).
mercoledì 14 gennaio 2009
Lettera aperta della senatrice Biondelli al sindaco per salvare la scuola di Vergano
Alla Dott.ssa
ANNA TINIVELLA
Sindaco di BORGOMANERO
Oggetto: salviamo la Scuola d'Infanzia intitolata ai coniugi "Valle-Gola" in frazione Vergano di Borgomanero.
La scivente nella sua qualità di Senatrice, Consigliere Comunale e cittadina è stata informata dalla Comunità della frazione Vergano delle intenzioni dell'amministrazione comunale da lei diretta, su un imminente provvedimento di chiusura della scuola d'infanzia intitolata ai coniugi Valle-Gola, attiva da moltissimi anni in tale contesto abitativo e che assolve con piena soddisfazione di tutti gli abitanti, un bisogno sociale di rilevante entità e di assoluta necessità.
Infatti, la scuola non solo assicura ai nostri bambini l'educazione e l'assistenza in età compresa tra i 3 e i 6 anni, ma è anche un punto di riferimento importante per incontri periodici di vita della comunità locale.
Sicuramente le è a conoscenza del contenuto del Libro Verde del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi nel quale tratta, tra l'altro, uno dei temi più "caldi" sui quali le famiglie sono state chiamate ad esprimersi che è quello dei "SERVIZI ALL'INFANZIA" che vede l'Italia ancora indietro rispetto agli obiettivi imposti dall'Unione Europea. La strategia di Lisbona ha fissato per l'Italia una copertura media della domanda su tutto il territorio nazionale pari all'obiettivo del 33 per cento, mentre noi siamo, a livello nazionale, solo al 13,1 per cento e nella regione Piemonte al 13,4 per cento (istat anno 2005) e quindi lontani da questo traguardo.
A nome mio e di tutta la comunità della frazione di Vergano che con questa mia rappresento, le chiedo pubblicamente di voler rassicurare il territorio che la sua Amministrazione non porrà mai in essere qualsiasi provvedimento di chiusura della scuola d'infanzia Valle-Gola, anche in considerazione degli interventi strutturali effettuati recentemente e la coerenza con la promessa fatta nella recente campagna elettorale per le elezioni politiche dal suo partito su un piano d'investimenti nei "SERVIZI ALL'INFANZIA".
Sappia solo che sindaci di comuni nella regione Lombardia hanno pubblicamente dichiarato sul quotidiano La Repubblica del giorno 6 gennaio 2009 che non intendono assolutamente fare interventi di chiusura d'istituti scolastici in particolare sui servizi all'infanzia a grave danno sociale ed economico alle famiglie.
Sono certa che lei quale donna e madre saprà cogliere positivamente questo mio grido d'allarme e tempestivamente fugare qualsiasi dubbio rassicurando la comunità interessata sulla garanzia del regolare funzionamento della scuola d'infanzia Valle-Gola, diversamente mi attiverò per una raccolta di firme come mi è stato richiesto dai verganesi.
Cordiali saluti.
Sen. Franca Biondelli
Borgomanero, 12 gennaio 2009
ANNA TINIVELLA
Sindaco di BORGOMANERO
Oggetto: salviamo la Scuola d'Infanzia intitolata ai coniugi "Valle-Gola" in frazione Vergano di Borgomanero.
La scivente nella sua qualità di Senatrice, Consigliere Comunale e cittadina è stata informata dalla Comunità della frazione Vergano delle intenzioni dell'amministrazione comunale da lei diretta, su un imminente provvedimento di chiusura della scuola d'infanzia intitolata ai coniugi Valle-Gola, attiva da moltissimi anni in tale contesto abitativo e che assolve con piena soddisfazione di tutti gli abitanti, un bisogno sociale di rilevante entità e di assoluta necessità.
Infatti, la scuola non solo assicura ai nostri bambini l'educazione e l'assistenza in età compresa tra i 3 e i 6 anni, ma è anche un punto di riferimento importante per incontri periodici di vita della comunità locale.
Sicuramente le è a conoscenza del contenuto del Libro Verde del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi nel quale tratta, tra l'altro, uno dei temi più "caldi" sui quali le famiglie sono state chiamate ad esprimersi che è quello dei "SERVIZI ALL'INFANZIA" che vede l'Italia ancora indietro rispetto agli obiettivi imposti dall'Unione Europea. La strategia di Lisbona ha fissato per l'Italia una copertura media della domanda su tutto il territorio nazionale pari all'obiettivo del 33 per cento, mentre noi siamo, a livello nazionale, solo al 13,1 per cento e nella regione Piemonte al 13,4 per cento (istat anno 2005) e quindi lontani da questo traguardo.
A nome mio e di tutta la comunità della frazione di Vergano che con questa mia rappresento, le chiedo pubblicamente di voler rassicurare il territorio che la sua Amministrazione non porrà mai in essere qualsiasi provvedimento di chiusura della scuola d'infanzia Valle-Gola, anche in considerazione degli interventi strutturali effettuati recentemente e la coerenza con la promessa fatta nella recente campagna elettorale per le elezioni politiche dal suo partito su un piano d'investimenti nei "SERVIZI ALL'INFANZIA".
Sappia solo che sindaci di comuni nella regione Lombardia hanno pubblicamente dichiarato sul quotidiano La Repubblica del giorno 6 gennaio 2009 che non intendono assolutamente fare interventi di chiusura d'istituti scolastici in particolare sui servizi all'infanzia a grave danno sociale ed economico alle famiglie.
Sono certa che lei quale donna e madre saprà cogliere positivamente questo mio grido d'allarme e tempestivamente fugare qualsiasi dubbio rassicurando la comunità interessata sulla garanzia del regolare funzionamento della scuola d'infanzia Valle-Gola, diversamente mi attiverò per una raccolta di firme come mi è stato richiesto dai verganesi.
Cordiali saluti.
Sen. Franca Biondelli
Borgomanero, 12 gennaio 2009
lunedì 22 dicembre 2008
Conferenza stampa per un primo resoconto dell'attività svolta
Il primo è il disegno di legge per il riconoscimento dei diritti delle persone sordo-cieche. In questo ambito l'Italia è in ritardo rispetto all'europa, i sordo ciechi dal punto di vista legislativo vengono inquadrati come sordi oppure ciechi poichè la legislazione non contempla questa specifica disabilità. Franca Biondelli è relatrice e si è fatta carico di incardinare in un unico disegno di legge le proposte dei diversi schieramenti politici. Dopo la trattazione in commissione il passaggio in aula dovrebbe essere spianato anche se difficlmente, afferma la senatrice, si riuscirà ad ottenere il finanziamento chiesto (5 milioni di euro) il sottosegretario competente (Viespoli) ha promesso comunque di reperire i fondi per la formazione del personale che assiste i sordociechi.
La seconda linea di attività è quella della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale. Una commissione molto importante, con un presidente di grande autorevolezza (il chirurgo Ignazio Marino) in cui Franca Biondelli, la cui partecipazione alla commissione è stata richiesta dallo stesso Marino e da Anna Finocchiaro, ricopre il ruolo di segretaria. L'attività della commissione durerà per tutta la legislatura, è appena iniziata con un incontro di studio presso la prestigiosa scuola superiore Sant'Anna di Pisa, incentrato sulla metodologia di lavoro della Commissione, con particolare riguardo allo studio ed all’utilizzo di indicatori scientifici per la sanità. Oggetto della commissione è il sistema sanitario nazionale in tutti i suoi ambiti: dalla gestione della spesa sanitaria ai pronti soccorsi, dall'applicazione dei DRG al 118, dagli sprechi alle liste di attesa. Franca Biondelli ha ricordato che il sistema sanitario italiano è considerato in genere piuttosto buono, ma non mancano gli spazi di miglioramento e soprattutto la qualità del servizio è molto disomogenea sul territorio nazionale. Quando si parla di sanità tutti pensano agli ospedali, ha detto la senatrice, ma bisogna lavorare di più sulla sanità territoriale, spesso dimenticata ma altrettanto importante.
Il terzo argomento affrontato nella conferenza è quello dei malati di SLA, Franca Biondelli è stata coinvolta su questo tema dalla moglie di Nino Manfredi, ha deciso di mettersi al servizio di malati e associazioni e ha rivolto un appello in particolare alla stampa per comunicare in modo più ampio possibile la sua disponibilità ad aiutarli. Franca biondelli può essere contattata tramite il sito www.francabiondelli.it oppure scrivendo al suo indirizzo email del senato: biondelli_f@posta.senato.it. La senatrice ha letto alcuni toccanti stralci di lettere ricevute che sottolieavano come l'esigenza dei malati sia quella di essere curati il più possibile a casa, evitando inutili e costose ospedalizzazioni. Questa indicazione è stata confermata anche dall'intervento del dott. Vigna, presidente di UILDM, unione italiana per la lotta alle ditrofie muscolari.
In chiusura un accenno alla questione morale, "gli elettori del PD sono giustamente molto esigenti su questi aspetti", ha detto la senatrice, "ma credo che neppure agli elettori del PdL faccia piacere avere inquisiti e condannati in parlamento. Io sono convinta che il buon esempio debba venire dall'alto, per questo ho firmato subito la proposta di legge del senatore Ichino sulla trasparenza dei redditi, della situazione patrimoniale e degli interessi economici dei parlamentari e dei membri del governo". Dopo alcune domande dei giornalisti, che si sono mostrati molto sensibili al tema della SLA, Gino Tacca, coordinatore del circolo PD di Cressa è intervenuto, con il suo solito stile franco e diretto, elogiando la senatrice per la sua disponibilità al dialogo con in terrotorio. Infine Pierluigi Pastore ha annunciato che è ormai vicina l'apertura della sede PD a Borgomanero.
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