mercoledì 4 febbraio 2009

interrogazione sulla crisi dell'industri automobilistica

BIONDELLI, BONINO, CECCANTI, DELLA SETA, LEDDI, MARCENARO, MARINO Mauro Maria, NEGRI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
la grave crisi economica e finanziaria si sta manifestando in tutta la sua gravità e le prospettive per il nostro paese sono state precisate dalla Commissione europea, prevedendo un tasso di crescita negativo dell'ordine del 2 per cento nel prossimo anno, ovvero una recessione che interesserà tanto la grande industria quanto il sistema delle piccole e medie imprese;
i Governi dei principali paesi industrializzati hanno adottato impegnativi programmi di sostegno dell'economia e, in particolare, del sistema industriale;
nell'ambito dei suddetti piani, paesi europei come la Germania, Francia, la Spagna, la Svezia, e in ambito extra Unione europea, gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, il Canada hanno già adottato o hanno allo studio misure specifiche per il sostegno del comparto automobilistico, e per il finanziamento di tali piani vengono stanziate ingenti risorse finanziarie;
in un mercato sempre più integrato a livello mondiale, il giusto richiamo all'esigenza di non incorrere in misure distorsive, scaturenti da iniziative isolate e non coordinate, almeno a livello europeo, sollecita l'adozione anche in Italia di interventi finalizzati a facilitare e favorire un profondo processo di innovazione in senso ambientale del comparto automobilistico;
la rilevanza del comparto automobilistico, sia in termini di occupazione diretta e indiretta, sia per fatturato e per la funzione di traino per la ricerca e l'innovazione in molti settori produttivi, merita attenzione e impegno politico, tanto nelle politiche nazionali quanto in sede europea;
i dati del mese di dicembre evidenziano che, a fine anno 2008, 45.000 lavoratori sono in cassa integrazione in Piemonte. L'industria automobilistica, come nel resto del mondo, sta pagando un prezzo particolarmente alto: ai 5.400 operai della Fiat Mirafiori in cassa integrazione tra dicembre 2008 e gennaio 2009 si aggiungono 2.000 impiegati che la inizieranno a febbraio. L'intero gruppo Fiat ha previsto in queste settimane, considerando tutte le sedi italiane, la messa in cassa integrazione di circa 50.000 lavoratori. Il calo drastico delle vendite (meno 23 per cento secondo i dati di novembre 2008) e della produzione (meno 46 per cento rispetto allo stesso mese del 2007) è in linea con quanto sta avvenendo negli altri Paesi, evidenziando, all'interno della più generale crisi, un problema specifico che riguarda il settore automobilistico a livello mondiale. L'industria dell'auto è la vittima principale della crisi economica, per il peso che ha nella formazione del PIL (in Italia il settore automotive contribuisce al PIL per circa il 14 per cento) e nella composizione dell'occupazione di molti Paesi (in Italia i dipendenti del settore sono circa un milione di addetti;
la mancata adozione di misure governative risulta particolarmente grave per Torino e per il Piemonte, cuore dell'industria automobilistica italiana, non soltanto per la presenza della Fiat, ma per il peso rivestito da un indotto di piccola e media impresa del settore, che è il suo fulcro produttivo. Il ridimensionamento del comparto dell'automobile avrebbe dunque effetti drammatici, con conseguenze immediate di disoccupazione e crisi sociale, impoverimento del tessuto di piccole e medie imprese, cui si aggiungerebbero rischi di prospettiva per l'intero sistema industriale italiano;
l'apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze delle imprese del settore automobilistico e motociclistico rappresenta una necessaria, seppur tardiva, presa d'atto della difficoltà che registra il comparto, ma dovrà essere una sede in cui coinvolgere tutti gli attori, a cominciare dalle organizzazioni sindacali;
la complessità della crisi richiede una strategia complessiva che metta in campo un ventaglio di misure che favorisca un profondo rinnovamento del settore, dei comportamenti dei consumatori e dell'azione delle pubbliche amministrazioni, nazionali e locali;
in particolare, sembra necessario assicurare interventi che prevedano: la proroga e il potenziamento dei bonus ecologici per la rottamazione di vecchie auto con acquisto di vetture almeno euro 4; l'individuazione di forme di garanzia per la concessione di crediti al consumo automobilistico; l'introduzione di un organico sistema di incentivi alla ricerca ed allo sviluppo tecnologico del settore, che favorisca l'innovazione dei prodotti in chiave di compatibilità ecologica ed ambientale; la destinazione di risorse adeguate per assicurare il rinnovo completo del parco-auto degli enti pubblici entro due anni e degli autobus per il trasporto pubblico locale, sostituendo i mezzi con vetture ecologiche;
allo stesso tempo, è necessario mettere in campo specifiche misure congiunturali di sostegno dell'occupazione per gli addetti del settore, tra cui le più urgenti appaiono: a) la possibilità di aumentare le settimane di Cassa integrazione guadagni ordinaria; b) la tempestività dell'assegnazione di risorse, alle Regioni ed in particolar modo al Piemonte, per la gestione dellaCassa integrazione guadagni straordinaria in deroga. Al 31 dicembre 2008 le risorse sono state esaurite e, se non se ne assegnano di nuove, c'è il rischio che, nell'incertezza del diritto, le aziende procedano al licenziamento; c) il superamento o una nuova definizione dei tetti della Cassa integrazione guadagni per impedire che operai e impiegati, costretti a lunghi periodi di cassa, si avvicinino o superino la soglia di povertà; d) mobilità e disoccupazione in deroga per supportare chi ha già perso il lavoro o non si vedrà rinnovato il contratto. I dati riportano un aumento dei lavoratori licenziati e iscritti in liste di mobilità senza indennizzo (+18 per cento) e un numero consistente di precari che non hanno i requisiti per la disoccupazione; e) procedure semplificate per l'adozione di contratti di solidarietà al fine di assicurare il mantenimento delle competenze della forza lavoro;
la trattativa in atto tra Governo, Regioni ed Unione europea volta all'impiego delle risorse del Fondo sociale europeo a copertura dei costi della Cassa integrazione in deroga, ben lungi dall'avere un effetto positivo, causerà in Piemonte la crisi occupazionale di un settore come quello della formazione professionale, che occupa 3.000 dipendenti e 9.000 collaboratori e che è strategico per gestire l'attuale fase di crisi e favorire l'inserimento o il reinserimento dei giovani e degli adulti disoccupati nel mercato del lavoro,
si chiede di sapere:
come il Governo valuti la situazione che si è venuta a determinare per il comparto industriale automobilistico e più in generale della mobilità, anche alla luce della mancata proroga delle misure di sostegno, già adottate negli scorsi anni, che sta mettendo a repentaglio decine di migliaia di posti di lavoro;
quali iniziative intenda assumere al fine di arrivare a definire una strategia per garantire la tenuta del settore automobilistico nazionale ed europeo, favorendone altresì la difesa dei livelli occupazionali nonché l'evoluzione in senso compatibile con l'ambiente, quale occasione di sviluppo e investimento.
(2-00058)

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