lunedì 4 gennaio 2010

Cordoglio per la famiglia Integlia

Ho appreso in questi giorni del grave lutto che ha colpito la famiglia Integlia per la perdita della giovane Patrizia.

Una perdita che ha il sapore amaro della sconfitta, perché ancora una volta la SLA ha avuto la meglio sulle cure che da qualche anno faceva presso il polo Novarese.

Putroppo mancano fondi per la ricerca, ma non solo, manca anche l’aiuto concreto alle famiglie: più assistenza, più aiuti anche finanziari, per agevolare chi ha un proprio carò così duramente colpito da questa grave malattia.

Il mio pensiero e la mia preghiera vanno a te, Patrizia.

Franca Biondelli

Solidarietà ai Magistrati Calabresi, sempre.

Mi unisco ai colleghi e alle altre autorità dello Stato nell’esprimere condanna e sgomento per i fatti accaduti a Reggio Calabria nella notte di ieri. Si vuole creare un clima di tensione e di intimidazione che abbiamo il dovere di scongiurare.

Episodi come questi sono la cartina di tornasole della bontà del lavoro condotto dalla Magistratura che, evidentemente, ha iniziato a colpire nel vivo contribuendo a riportare la legalità in quelle terre martoriate dalla malavita organizzata.

Vedo con piacere che, in maniera unanime, destra e sinistra si sono schierate compatte nel manifestare l’appoggio a queste persone e al loro lavoro pericoloso quanto fondamentale. Noto con amarezza però che le stesse persone che oggi manifestano solidarietà alla magistratura poche settimane fa occupavano le pagine dei giornali inveendo contro le toghe giustizialiste e corrotte.

Rinnovo con forza il mio sostegno alla Magistratura: credo in loro, nell’essenzialità della loro funzione, nell’importanza della loro autonomia.

Ho avuto occasione di conoscere molti magistrati in questi mesi, ho avuto modo parlare con loro e di conoscere e apprezzare esperienze di vita uniche. E’ anche a persone come loro, come Falcone, Borsellino, Scopelliti, Livatino, Chinnici, Morvillo … che dobbiamo l’Italia in cui viviamo.

venerdì 1 gennaio 2010

SITUAZIONE BEMBERG SEMPRE PIU' GRAVE

Ancora una volta promesse vane.

Ho ricevuto in questi giorni una lettera da parte del Presidente della Provincia e dal Sindaco di Gozzano sul grave problema della Bemberg che, ad oggi, vede lontana ogni soluzione.

Non posso che mettermi sin da oggi a disposizione dell’amministrazione Provinciale e Comunale, ma soprattutto dei Lavoratori, per cercare di risolvere questa vicenda che ormai si trascina da anni tra promesse e dietrofront.

Già in passato mi ero attivata presso il Ministro Sacconi e il sottosegretario Viespoli affinché i lavoratori ottenessero la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, e ho presentato qualche mese fa un’interrogazione per esprimere la mia grande preoccupazione per le problematiche ambientali collegate alle enormi quantità di amianto presenti nello stabilimento che hanno messo in grave pericolo la salute dei dipendenti.

Ad oggi, la società acquirente (che si era tra l’altro impegnata a riassumere i lavoratori), anziché dare risposte e intraprendere atti concreti si limita alle promesse. Voglio ricordare che già a ridosso della notizia di cessione manifestai soddisfazione mista a preoccupazione perché tutto sembrava, troppo semplice, chiaro e immediato per essere realmente attuabile: ci si trovava di fronte ad una soluzione miracolosa che, a distanza di poche settimane, sta iniziando dimostrare la sua vanità.

Sono molto dispiaciuta per questa situazione e per tutti gli sforzi che le amministrazioni presenti e passate stanno facendo senza riuscire a trovare una risposta concreta che metta fine a questa storia. Metto perciò a disposizione le mie energie per provare a fare chiarezza, definitivamente, sulla questione.

Chiederò ai Ministri del Lavoro, Per lo sviluppo Economico e dell’Ambiente di attivarsi per risolvere questa tragica, perché solo così si può definire, situazione. E’ necessario pretendere chiarezza perché troppe volte ci si è trovati ad un passo dalla parola “fine” e troppe volte qualcosa non ha funzionato.

Gli operai e gli impiegati Bemberg non possono più andare avanti così. Presto gli ammortizzatori sociali si esauriranno e ancora una volta a farne le spese saranno le famiglie dei lavoratori...

Non voglio che questo accada. E’ ora di arrivare infondo a questa questione.

Franca Biondelli

Auguri di Buon Anno a Tutti




mercoledì 23 dicembre 2009

La drammatica situazione dei trasporti


In questi giorni, l’Italia è stata attraversata da una forte perturbazione che ha portato nelle regioni del Nord nevicate, anche molto intense, ma sicuramente non impreviste.

Negli aeroporti, nelle stazioni e sulle strade è stato immediatamente panico e tutti abbiamo potuto vedere in televisione ritardi a tre cifre e cancellazioni. Si è trattato di un fenomeno straordinario e sicuramente gli addetti del settore hanno dato fondo a tutte le loro risorse per contenere i disagi.

Mi rivolgo comunque al ministro Matteoli perché il problema dei trasporti italiani è ben più grave di quanto emerga dai disagi di questi giorni: Mi riferisco alla globalità del sistema e alle esperienze che io, come tanti altri, ogni giorno facciamo sulla rete italiana.

Alcuni giorni fa, prima delle abbondanti nevicate pre-natalizie sono stata vittima insieme a numerosi altri viaggiatori dei disguidi che ormai sono tradizione presso lo scalo della Malpensa. La temperatura di -10 gradi con clima relativamente sereno ha paralizzato lo scalo trasformandolo in un bivacco per tutti i viaggiatori: anziani, bambini e famiglie che si apprestavano a spostarsi per le vacanze natalizie.

Una coppia di signori con cui mi sono fermata a parlare, a causa dei ritardi, sarebbe stata costretta a bivaccare sino alle tre di notte nell’aeroporto di Roma in attesa della prossima “coincidenza” verso l’Argentina.

Devo essere sincera, ho provato disagio e ho taciuto l’incarico che ho a Roma. Ho avuto vergogna di dire di essere un parlamentare perché non ho più risposte da dare ai viaggiatori per i quali la rabbia e lo sconforto ormai sono il sentimento principale.

La situazione dei treni è analoga.

Ogni giorno ricevo mail e telefonate da pendolari arrabbiati e scoraggiati da questa situazione che ormai è routine: a Milano si festeggia un treno che in tre ore arriva sotto il Colosseo, ad Arona, Verbania, Borgomanero, nel frattempo, si aspetta un treno che per fare un’ora di viaggio ne impiega mediamente una e venti.

La situazione è drammatica perché la qualità del trasporto locale scade di giorno in giorno. Ho presentato un’interrogazione sulla situazione dei trasporti pendolari nella zona del Novarese e del Verbano, si chiedeva con urgenza una risposta (in particolare entro la metà di dicembre): sino ad ora sono stata inascoltata.

Gradirei che tutte le persone che sono vittime di disagi si mettano in contatto con me attraverso il blog o tramite Facebook per portarmi le vostre testimonianze, io farò da tramite presso il ministro sperando, anzi, pretendendo di essere ascoltata.

E’ ora di riorganizzare il sistema, renderlo efficiente, dare un servizio vero altrimenti qualcuno dovrà assumersi le proprie responsabilità.